Entro al cinema senza particolari aspettative. Tutte le informazioni che ho sul film si limitano ad alcuni commenti raccolti a Parigi qualche mese fa. Ne esco abbastanza soddisfatto ma non del tutto convinto.
Il cinema francese ci ha ormai abituato a una serie di messe in scena del (non più) proibito, il cui apice si è raggiunto col magnifico (visivamente esplicito) Inconnu du lac.
Anche qui si percorre la strada del (ex)rimosso della nostra società perbene, che ignora quanto e a che livelli il fenomeno della prostituzione sia diffuso e radicato al suo interno. Gran presa di coscienza in Italia si è avuta ultimamente col caso dei Parioli a Roma.
La diciassettenne Isabelle vive con la madre, il fratellino e il patrigno in un bell'appartamento del centro parigimo. L'ambiente è tipicamente bobo, tra il borghese e il fricchettone, della serie: libertà ai figli, ma fino a che non ne approfittano per davvero. Isabelle della propria libertà (e della propria avvenenza) ne approfitta eccome, e inizia la sua fortunata attività di prostituta ad alti livelli economici e sociali. Si troverà in una situazione drammatica che le procurerà ripercussioni nella vita familiari ma alcun vero ripensamento.Il pregio principale del film di Ozon è quello di rifiutare qualsiasi pretesa di indagine sociologica, ma anche qualsiasi punto di vista moraleggiante: Isabelle non prova alcun disagio nella sua vita, no ha bisogno di soldi, non desidera gloria o piacere fisico. Come direbbe De André, "lei lo faceva per passione".
Questo ne fa un personaggio autenticamente ribelle che non si trova a voler essere giudicato, ma rivendica la propria autonomia estrema. Per certi versi credo si possa parlare di un riferimento a Monica e il desiderio di Bergman, cui non a casa Truffaut aveva reso esplicito omaggio in un'opera madre del cinema francese come Les 400 coups.
Costruito su meccanismi narrativi piuttosto classici, il film scorre velocemente e giunge al suo termine senza una chiusa degna di questo nome e senza alcun insegnamento vero e proprio, ma si rivela tutto sommato privo di una reale originalità soprattutto a livello visivo. Anche a livello contenutistico, il dubbio,a tratti, è che l'opera punti più sulla rappresentazione del corpo senza veli della protagonista piuttosto che su una reale disamina della vicenda e de suoi meccanismi.
Nessun commento:
Posta un commento